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Tipi di motori

  • Veicoli a benzina

    I veicoli a benzina sono dotati di un motore a combustione interna con ciclo Otto. All’interno del motore il pistone aspira l’aria e la spinge nel cilindro. Durante la fase di aspirazione il carburante viene immesso nell’aria aspirata creando una miscela infiammabile nel cilindro. Questa, entrando in contatto con le scintille emesse dalle candele, si infiamma e provoca uno scoppio. Il pistone viene così spinto verso il basso e il gas permette al pistone di svolgere il suo lavoro.

  • Veicoli diesel

    Un motore a diesel è un motore a combustione interna. La sua caratteristica principale è l’autoaccensione del carburante iniettato nell’aria di combustione compressa. Al contrario di quanto avviene nei motori a benzina, nel processo di combustione diesel non viene utilizzata una miscela di aria e carburante, ma soltanto l’aria. L’aria nella fase di compressione viene compressa fino a raggiungere un rapporto di circa 20:1, riscaldandosi così fino a 700-900 gradi. L’elevata temperatura permette l’evaporazione del combustibile e infiamma la miscela di aria e vapore.

  • Veicoli elettrici

    I veicoli elettrici sono a propulsione completamente elettrica. L’energia elettrica, che viene convertita in energia cinetica meccanica per permettere il moto del veicolo, è contenuta in una batteria di trazione. Gli accumulatori impiegati nella batteria di propulsione devono inoltre avere sempre la stessa tensione, affinché le batterie forniscano la prestazione necessaria. I motori elettrici presentano un livello di efficienza nettamente superiore e pertanto uno spreco di energia inferiore rispetto ai motori a combustione. Questi consentono di raggiungere la coppia massima già a un regime del motore basso. Inoltre, in fase di frenata il motore elettrico funge da generatore, la corrente così prodotta viene immagazzinata nella batteria e resa disponibile di nuovo per la propulsione (il cosiddetto recupero). Le emissioni di CO2 durante l’utilizzo sono pari a 0 g/km, in generale, però, dipendono dal tipo di impianto utilizzato per la produzione dell’energia.

  • Veicoli ibridi

    I veicoli ibridi dispongono di almeno due sistemi diversi di accumulo dell’energia e di propulsione di bordo. Nella maggior parte dei casi si tratta di un motore elettrico e di uno a combustione. In fase di frenata il motore elettrico funge da generatore, la corrente così prodotta viene immagazzinata nella batteria e resa disponibile di nuovo per la trazione. Il massimo grado di efficienza viene raggiunto nei veicoli full hybrid. Durante l’accensione o a basse velocità, come per esempio nel traffico urbano, l’automobile viaggia in modo completamente elettrico. Un sistema di controllo gestisce la scelta del tipo di propulsione in base alle diverse condizioni. Al contrario, nei veicoli mild hybrid, leggermente più semplici dal punto di vista tecnico, il motore elettrico svolge solo un ruolo di supporto.

  • Veicoli ibridi plug-in

    Le auto ibride dispongono di un sistema di propulsione combinato elettrico e a benzina. Le batterie sono relativamente piccole, di conseguenza la maggior parte delle autovetture ibride può percorrere solo pochi chilometri in modo completamente elettrico. I veicoli ibridi plug-in, invece, dispongono di una batteria a elevato rendimento energetico che può essere ricaricata anche collegandola alla presa di corrente. In questo modo, l’autonomia del funzionamento in modalità elettrica aumenta.

  • Range Extender

    Il Range Extender è un piccolo motore a combustione installato in aggiunta a quello elettrico che aumenta notevolmente l’autonomia di un veicolo elettrico. Il Range Extender non viene usato per la propulsione delle ruote, ma solo per la produzione dell’energia necessaria per ricaricare le batterie. Il motore a combustione disaccoppiato dalla reale trazione aziona un generatore che a sua volta fornisce corrente all’accumulatore e al motore elettrico.

  • Veicoli a gas naturale

    Questi veicoli utilizzano il gas naturale come combustibile. Il sistema di propulsione è costituito da un motore a combustione. Il funzionamento è simile a quello dei veicoli a benzina a ciclo Otto, l’accensione della miscela di aria e gas naturale infatti avviene mediante le scintille prodotte dalle candele. Il gas naturale può essere utilizzato come combustibile sia per le vetture nuove, sia per la successiva conversione delle autovetture a benzina. Per quanto riguarda l’alimentazione del carburante, i veicoli a gas naturale si suddividono in due gruppi, i veicoli monovalenti e quelli bivalenti. I veicoli monovalenti sono alimentati esclusivamente a gas naturale e, al massimo, dispongono di un serbatoio di emergenza per la benzina. I veicoli bivalenti, oltre al serbatoio per il gas naturale, dispongono anche di un capiente serbatoio per la benzina.

  • Veicoli a biogas

    Il biogas ha una composizione simile a quella del gas naturale e può essere anche utilizzato sugli stessi veicoli. Come nel caso del gas naturale, il biogas è composto principalmente da metano. Il biogas viene prodotto dalla fermentazione delle biomasse, in impianti dove vengono fatti fermentati rifiuti o materie prime rinnovabili.

  • Gas per auto

    Il gas per auto, detto anche GPL (gas di petrolio liquefatti), viene utilizzato nei motori a combustione. Il gas liquefatto è composto da propano e butano e diventa liquido esercitando una pressione relativamente ridotta, pari a 20 bar. Il gas auto è usato come combustibile per i motori a ciclo Otto, ovvero per i motori in cui l’accensione viene innescata dalle scintille prodotte dalle candele.

  • Veicoli a celle a combustibile

    I veicoli a celle a combustibile dispongono di un propulsore elettrico che viene alimentato dall’idrogeno. Il veicolo produce quindi l’elettricità a bordo tramite celle a combustibile alimentate a idrogeno, il quale deve essere prodotto chimicamente o mediante elettrolisi e questi processi possono causare emissioni.